|
di Giacomo Conti
In un rigido inverno di alcuni anni fa un tredicenne residente in un piccolo paese del nord uscì di casa, si sdraiò nella neve, si lasciò ricoprire e attese pazientemente la morte. Era stanco di insulti, risatine, occhiate malevole: stanco di essere chiamato “checca” e di essere considerato un’anomalia nel piano della natura. Lasciò un biglietto con la frase: “Spero di svegliarmi in un mondo più gentile”.
Ad oggi bisogna constatare con un po’ di amarezza che il “mondo più gentile” ancora non c’è. L’Italia fotografata dai recenti report di Arcigay appare piuttosto un mondo ancora più feroce: nel solo 2008 ci sono state sugli organi di stampa 45 notizie di atti di violenza ai danni di persone GLBT (gay, lesbiche, bisessuali, transgender), mentre molti soprusi rimangono coperti da un silenzio di piombo determinato da paura e rassegnazione.
La cronaca degli ultimi giorni aggrava il quadro proponendo un bollettino di guerra fatto di persecuzioni, aggressioni, pestaggi e attentati contro luoghi di ritrovo come la Gay Street romana. Oltre al problema primario di garantire l’incolumità fisica di alcune categorie di cittadini ancora di serie B c’è molto di più: è in gioco il livello di civiltà di una nazione rimasta indietro a fronte di un’UE sempre più decisa a garantire il pieno riconoscimento dei diritti civili negati. L’assenza di norme specifiche incentiva malauguratamente il perpetuarsi di comportamenti discriminatori, rendendo difficoltose la denuncia dei fatti e l’accertamento dei reati.
La prima campagna nazionale dei Giovani Democratici nasce in questo momento difficile e prende di petto la questione della lotta all’omofobia, alla lesbofobia e alla transfobia. Lo scopo è suscitare una mobilitazione forte perché si giunga in tempi rapidi all’approvazione della pdl 1096 “contro le discriminazioni fondate sull’orientamento sessuale o sull’identità di genere”, prima firmataria la deputata Paola Concia. La legge 1096 introduce aggravanti per i crimini d’odio, garantisce parità di trattamento sul lavoro, nel sistema sanitario e nelle scuole; assicura protezione umanitaria alle persone perseguitate a causa del loro orientamento sessuale; istituisce un’Autorità per la lotta alle discriminazioni. Inoltre i GD vogliono combattere una battaglia culturale estesa per sradicare alle radici la subcultura di ignoranza e arretratezza che genera le violenze omofobe.
Una battaglia che secondo il segretario nazionale Fausto Raciti “vedrà come protagonista l’intera organizzazione giovanile” con una serie di iniziative di presentazione in ogni parte d’Italia, a cominciare dal 19 settembre nella cittadina di Vietri sul Mare in provincia di Salerno. Viene dai GD una richiesta pressante affinché il Partito Democratico appoggi pienamente la campagna, e in questo senso l’adesione alla pdl dei tre candidati alle primarie non può che essere un segnale incoraggiante. Ma la politica non può esser lasciata sola: sta a tutte le persone civili aiutarla a vincere questa lotta nel nome dei valori della Costituzione Repubblicana. Per aderire alla campagna visita il sito: www.gdonline.it Giacomo Cont
|